30.1.12

Latte e miele

È domenica. Apro il frigo. Il latte è finito. Decido di vestirmi di corsa e fare colazione fuori...Nella fretta mi sono vestito troppo leggero e il freddo pungente mi costringe a stringermi nelle braccia per avere un po' di riparo dal vento...In pochi minuti sono al bar. Prendo un cappuccino con una golosa spolverata di cacao e un cornetto con la crema appena sfornato...non ho voglia di rimanere in piedi al bancone, così mi siedo al tavolo per godermi questo dolce risveglio.
In realtà da quando mi sono alzato, ho la sensazione si tratti di una domenica diversa dalle altre e che tutto sia stato in qualche modo già deciso e non tracciato dal caso...si respira un profumo diverso nell'aria, i colori mi sembrano più intensi e tutto intorno a me sembra vestirsi a festa per essere all'altezza di una giornata memorabile...Assorto in questi pensieri continuo a sorseggiare il mio cappuccino, alternando una sorsata a un vorace morso del mio delizioso cornetto...e proprio nel momento in cui mi decido a pulire con un tovagliolo di carta i miei baffoni di latte la vedo...è seduta a un tavolino in disparte, come per evitare sguardi indiscreti, armoniosamente trasandata, lo sguardo perso nell'intima profondità dei suoi pensieri...gira con aria annoiata il cucchiaino nel suo caffè nero, mentre l'altra mano stringe la tazzina alla ricerca di un po' di calore...la sto osservando solo da una manciata di secondi, è vero, ma mi bastano per rimanerne incantato, per vedere tutto con estrema chiarezza...per capire che significa toccarsi con l'anima, che basta un istante per essere rapiti da uno sguardo, che un impercettibile gesto è più potente di mille parole. Ai miei occhi non esiste niente di più bello..non mi capacito di come gli altri avventori non se ne siano accorti e riescano a continuare a parlare delle loro insignificanti questioni terrene quando qualcosa di così eccezionalmente imperfetto dista loro solo pochi passi. Non l'ho mai vista prima d'ora ma sento che il destino mi ha teso una mano e non afferrarla ora potrebbe significare non averne mai più la possibilità...Si passa una mano fra i capelli arruffati, poi scuote il cappotto dalle briciole...i suoi occhi verdi sono incorniciati da un velo di trucco, quanto basta a rapire i miei...Sembra aver avuto una notte agitata, i suoi movimenti nervosi tradiscono angoscia per qualcosa d'irrisolto, una situazione in sospeso, una porta ancora socchiusa ma che evidentemente vorrebbe avere già ben serrata alle sue spalle, ma neanche le sue angosce riescono ad inasprire i suoi lineamenti gentili...Potrebbe essere il momento sbagliato per tentare un approccio, ma potrebbe anche non essercene mai uno più giusto di questo, così do un'ultima sorsata al mio cappuccino e mi decido ad andare a parlarle, anche se non ho ancora la minima idea di cosa dirle...questo fino a quando non sono a un passo da lei...la sciarpa che aveva posato sullo schienale della sedia cade infatti proprio in quel momento, quasi a incoraggiarmi ad usarla per rompere il ghiaccio...così accetto l'invito e mi chino per raccoglierla, ma prima che possa prenderla ecco che lei si gira e ne afferra l'altra estremità...le scappa un sorriso, a me invece scapperebbe di baciarla ma riesco a reprimere l'impulso; va bene che potrei anche non rivederla, ma sarà meglio non sia per via di un'ordinanza restrittiva...così le chiedo se può fermarsi ancora un po' e farmi compagnia per un altro caffè...mi guarda fisso alcuni lunghissimi secondi...
Sorride di nuovo...

26.6.11

We're made of music

Sei lì, seduto su una banchina aspettando il tuo treno, quando lei inizia a soffiare dalle cuffie accarezzandoti le orecchie, aggiungendo note di colore a tutto ciò che prima scorreva veloce e sbiadito. 
Stai correndo, sei affannato, le gambe stanche e pesanti, e lei ti carica di una nuova e invisibile energia...e hai l'assurda sensazione che tutti si accorgano di te, come d'improvviso fossi divenuto il centro dell'universo, il polo attrattivo di tutte le energie positive. 
Sei in viaggio, e lei ti accompagna come una vecchia amica, dando a tutto un'aria familiare. 
Sei triste, sfiduciato, e lei riesce a strappati un sorriso o starti accanto, discreta, sussurrandoti proprio quello che vorresti sentirti dire. 
Sei euforico, eccitato, traboccante di entusiasmo e lei canta a squarciagola la tua felicità. 
Sei in un angolo, intimidito, e lei sa scioglierti e darti il coraggio di metterti in gioco. Impossibile spiegare quale sia il mezzo conduttore, difficile dire attraverso quali pori possa penetrare così in profondità, in che modo riesca a pizzicare le corde delle emozioni con tocco degno del miglior Jimi Hendrix. Conosce perfettamente la strada, ti attraversa ad occhi chiusi sfiorandoti con la disinvoltura di un'amante esperta, ma sa anche colpire duro sferrando fendenti da peso massimo.
É il linguaggio universale, l'enciclopedia del sentire umano, la summa delle esperienze passate, testimone di quelle presenti e precursore di quelle future. In lei c'è la grazia, l'ardore, la collera, l'angoscia, il desiderio, la passione, l'invidia, l'orgoglio, ci sei te, c'è il tuo prossimo e il suo prossimo.
É lei che ci anima, che dà ritmo al nostro agire, che sempre diversa riempe i nostri vuoti, che comprensiva appaga le nostre voglie. É qualcosa che non può essere pienamente descritto a parole, in lei c'è qualcosa che va al di là delle umane possibilità...è come se nell'attraversarti trascini via con se un pò di te, come se passando da un corpo all'altro si arricchisse, acquistasse una nuova faccia, si gonfiasse, rendendo ancor più travolgente il suo successivo passaggio...è parte di noi, noi siamo parte di lei...
...siamo fatti di musica.

Rito africano di evocazione dello spirito guerriero del leone

30.4.11

E ritorno da te

Corro, corro all'impazzata...il paesaggio cambia rapidamente, come quando sei in treno e guardi fuori dal finestrino la città che velocemente lascia spazio alle strade di campagna...piove, sono già zuppo...e dire che ero uscito a maniche corte pensando “ormai è aprile”...e invece dopo appena un quarto d'ora nubi nere e pioggia a catinelle...ma non doveva esserci il cielo a pecorelle prima?! mah...ho pure infilato un piede in una pozzanghera e ora sento l'acqua perfino nei calzini...come se non stessi cercando di attraversare la città da un capo all'altro a piedi e senza possibilità di cambiarmi prima di sera...come non dovessi incontrare qualcuno che non vedo da una vita e avessi l'assurda pretesa di fare una buona impressione, di colpirla...si, insomma, non certo per il mio cattivo odore intendo...Oddio ma non era questa la via...cazzo ho sbagliato di nuovo, ma che li spostano i palazzi di notte?!..più vivi per anni nella stessa città, più vedi le stesse cose, più capita di avere la sensazione di non averle mai viste veramente...Allora, forse avrei dovuto girare all'incrocio prima...si ma certo, come ho fatto a sbagliare...e mi sono pure fatto almeno un km in più...ora dovrò fare il nuovo record di un uomo bianco sui mille per recuperare anche questi 5 minuti di ritardo...che ovviamente si aggiungono ai 35 iniziali...quelli per cui mi trovo a correre zuppo e all'impazzata senza nemmeno la lucidità sufficiente per non sbagliare strada...ma che il sangue è finito tutto nei piedi?? Ecco, come se non bastasse il forno all'angolo della strada ha inondato l'isolato di un odore irresistibile, di quelli che ti squarciano una voragine nello stomaco, una di quelle che per cicatrizzarle ci vogliono almeno un paio di rosette calde e un paio d'etti di mortadella con i pistacchi...come se non fossi obbligato a respirarla avidamente quest'aria infarinata per saziare i miei polmoni affamati, torturando in compenso il mio appetito, dato che non posso fermarmi neanche un istante per strappare un morso di quel pane...e magari pure della panettiera se non ritira in tempo la mano...Ancora due trecento metri e ci sono...nemmeno guardo l'ora perché sto correndo tanto veloce che se in quell'istante di distrazione dovessi scontrarmi con qualcuno, ho paura finirei per diventare parte di lui...Ecco alla fine della via la solita fila davanti all'ambasciata romena...c'è chi sta da solo, chi con la ragazza, chi con la ragazza e il passeggino...che poi spesso si tratta della stessa persona, solo che una dozzina di mesi più tardi...evidentemente fare la fila per un visto è un'ottima scusa per rimorchiare...Cacca di cane, anche se piuttosto sembrerebbe di elefante...Salvo per un pelo! Ultimo sforzo...due tre cento metri e ci sono..sempre se non sarò evaporato nel frattempo, in quel caso arriveranno a destinazione solo i miei vestiti fradici...inizio a vedere la luce infondo al tunnel...rallento un po' in modo da riordinare un attimo i pensieri prima di varcare la porta...trenta passi al massimo e poserò la mano sulla maniglia...quindici...sette...tre...entro...
Un'ondata di calore mi travolge dalla testa alla punta dei piedi...sento i muscoli intorpiditi risvegliarsi con fatica dal lungo letargo...le ossa dolenti...le coperte ruvide che mi irritano la pelle ferita in più punti...perfino quello che avevo dimenticato da tempo trovarsi tra le mie gambe sembra voler partecipare a questa resurrezione...con estrema fatica apro gli occhi, come non lo avessi mai fatto prima d'ora...mi sembra di poterli sentire cigolare da quanto sono secchi...inizio a mettere lentamente a fuoco...riesco a riconoscere due occhi verdi...è allora che capisco di avercela fatta...di essere tornato...che nonostante il ritardo non ho mancato l'appuntamento...ora la vedo distintamente...qualche ruga in più ma è sempre bellissima, la più bella di tutte...il mio orgoglio, la mia gioia, il mio desiderio, la mia vita...tutto ciò per cui può valere la pena svegliarsi ancora una volta in questo pazzo mondo...É visibilmente stanca, sfinita dall'attesa, ben più lunga di quelli che evidentemente solo per me erano quaranta minuti...Vorrei dirle che mi dispiace, che ho fatto prima possibile, che non la farò mai più aspettare, ma riesco a emettere solo un incomprensibile sibilo...ma lei mi rassicura con una carezza, dice di non sforzarmi, che dopo aver atteso 5 anni per uno sguardo può certamente aspettare qualche ora ancora per una parola...così dopo avermi riempito di baci si lascia cadere stravolta sulla poltrona accanto al mio letto, ma non prima di raccomandarmi di rimanere sveglio fino al suo ritorno...ho già dormito abbastanza...

Donna sdraiata

29.4.11

A un palmo di naso

È proprio vero che tante volte quello che si cerca altrove è proprio lì, davanti ai tuoi occhi...ma per qualche strana forma di miopia spesso ci vuole un pò per mettere bene a fuoco e rendersene conto...il problema semmai è che una volta aguzzata la vista è più difficile regredire di nuovo alla miopia...quindi l'ideale sarebbe accorgersi che ciò che stavi cercando stava già guardando nella tua direzione, in attesa che tu, con occhi nuovi, facessi altrettanto...