È domenica. Apro il frigo. Il latte è finito. Decido di vestirmi di corsa e fare colazione fuori...Nella fretta mi sono vestito troppo leggero e il freddo pungente mi costringe a stringermi nelle braccia per avere un po' di riparo dal vento...In pochi minuti sono al bar. Prendo un cappuccino con una golosa spolverata di cacao e un cornetto con la crema appena sfornato...non ho voglia di rimanere in piedi al bancone, così mi siedo al tavolo per godermi questo dolce risveglio.
In realtà da quando mi sono alzato, ho la sensazione si tratti di una domenica diversa dalle altre e che tutto sia stato in qualche modo già deciso e non tracciato dal caso...si respira un profumo diverso nell'aria, i colori mi sembrano più intensi e tutto intorno a me sembra vestirsi a festa per essere all'altezza di una giornata memorabile...Assorto in questi pensieri continuo a sorseggiare il mio cappuccino, alternando una sorsata a un vorace morso del mio delizioso cornetto...e proprio nel momento in cui mi decido a pulire con un tovagliolo di carta i miei baffoni di latte la vedo...è seduta a un tavolino in disparte, come per evitare sguardi indiscreti, armoniosamente trasandata, lo sguardo perso nell'intima profondità dei suoi pensieri...gira con aria annoiata il cucchiaino nel suo caffè nero, mentre l'altra mano stringe la tazzina alla ricerca di un po' di calore...la sto osservando solo da una manciata di secondi, è vero, ma mi bastano per rimanerne incantato, per vedere tutto con estrema chiarezza...per capire che significa toccarsi con l'anima, che basta un istante per essere rapiti da uno sguardo, che un impercettibile gesto è più potente di mille parole. Ai miei occhi non esiste niente di più bello..non mi capacito di come gli altri avventori non se ne siano accorti e riescano a continuare a parlare delle loro insignificanti questioni terrene quando qualcosa di così eccezionalmente imperfetto dista loro solo pochi passi. Non l'ho mai vista prima d'ora ma sento che il destino mi ha teso una mano e non afferrarla ora potrebbe significare non averne mai più la possibilità...Si passa una mano fra i capelli arruffati, poi scuote il cappotto dalle briciole...i suoi occhi verdi sono incorniciati da un velo di trucco, quanto basta a rapire i miei...Sembra aver avuto una notte agitata, i suoi movimenti nervosi tradiscono angoscia per qualcosa d'irrisolto, una situazione in sospeso, una porta ancora socchiusa ma che evidentemente vorrebbe avere già ben serrata alle sue spalle, ma neanche le sue angosce riescono ad inasprire i suoi lineamenti gentili...Potrebbe essere il momento sbagliato per tentare un approccio, ma potrebbe anche non essercene mai uno più giusto di questo, così do un'ultima sorsata al mio cappuccino e mi decido ad andare a parlarle, anche se non ho ancora la minima idea di cosa dirle...questo fino a quando non sono a un passo da lei...la sciarpa che aveva posato sullo schienale della sedia cade infatti proprio in quel momento, quasi a incoraggiarmi ad usarla per rompere il ghiaccio...così accetto l'invito e mi chino per raccoglierla, ma prima che possa prenderla ecco che lei si gira e ne afferra l'altra estremità...le scappa un sorriso, a me invece scapperebbe di baciarla ma riesco a reprimere l'impulso; va bene che potrei anche non rivederla, ma sarà meglio non sia per via di un'ordinanza restrittiva...così le chiedo se può fermarsi ancora un po' e farmi compagnia per un altro caffè...mi guarda fisso alcuni lunghissimi secondi...
Sorride di nuovo...